Guide praticheI vostri diritti nelle prime 72 ore di arresto in Spagna

L’articolo 17.2 della Costituzione spagnola fissa in settantadue ore il limite massimo della detenzione preventiva. Ciò che accade in quelle ore determina, più di qualsiasi atto successivo, l’esito del procedimento.

Il momento decisivo. Il comma 6 dell’articolo 520 della legge processuale penale riconosce il diritto al colloquio riservato con il difensore prima di qualsiasi interrogatorio. È in quel colloquio che si decide se rendere dichiarazioni, avvalersi della facoltà di non rispondere o esporre una versione.

I diritti che l’articolo 520 riconosce

La norma non è una formalità: ciascuno dei diritti che enumera genera, se violato, una conseguenza processuale concreta.

  • Essere informato per iscritto e in una lingua comprensibile dei fatti contestati e dei motivi della privazione della libertà.
  • Il diritto al silenzio e a non dichiarare contro sé stessi.
  • Nominare un difensore di fiducia e conferire riservatamente con lui prima dell’interrogatorio.
  • Essere assistito gratuitamente da un interprete.
  • Essere visitato dal medico legale.
  • Comunicare la privazione della libertà a un familiare e, per gli stranieri, all’ufficio consolare del proprio Paese.
  • Accedere agli atti essenziali per impugnare la legalità della detenzione.

Che cosa non fare

Non rendere dichiarazioni prima del colloquio riservato. Non sottoscrivere alcun documento il cui contenuto non sia compreso, incluso il verbale di informazione dei diritti se incompleto. Non rifiutare la visita del medico legale in presenza di lesioni o di previa assunzione di alcol o sostanze: quella visita costituisce spesso l’unica prova oggettiva dello stato dell’arrestato.

Non affidarsi esclusivamente all’interprete designato d’ufficio per comprendere la propria posizione processuale. L’interprete traduce; non valuta, non consiglia e non difende.

L’habeas corpus

La legge organica 6/1984 consente a chiunque si ritenga illegittimamente privato della libertà di essere presentato immediatamente al giudice. Procede, tra gli altri casi, quando il termine legale sia stato superato, quando non siano stati notificati i diritti o quando la detenzione sia stata disposta da autorità priva di competenza.

La domanda non richiede formalità particolari e può essere presentata dallo stesso arrestato, dal coniuge, dai parenti o dal difensore. Il giudice deve pronunciarsi entro ventiquattro ore.

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JM

Francisco Javier Martín Porras

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