In breve. Difesa penale nei reati contro la salute pubblica ad Alicante: nullità della perquisizione, catena di custodia, perizia sulle sostanze e artt. 368 e 369 CP.

Ultimo aggiornamento:

Artt. 368 e 369 CP

Avvocato per traffico di droga ad Alicante: la difesa si gioca sulla perquisizione e sulla catena di custodia

In quasi nessun procedimento per droga si discute che la sostanza sia stata trovata. Si discute come è stata trovata, chi l’ha pesata e che cosa esattamente è arrivato al laboratorio.

Difesa nei reati contro la salute pubblica dinanzi alle Sezioni istruttorie e penali dei Tribunali di primo grado della provincia di Alicante e dinanzi all’Audiencia Provincial, con assistenza fin dall’arresto.

Punti chiave

Da 3 a 6 anni
reclusione dell’art. 368 CP quando la sostanza causa grave danno alla salute, più multa da una a tre volte il valore
72 ore
massimo di fermo di polizia prima della messa a disposizione del giudice (art. 520 LECrim), e non un minuto di più dello strettamente necessario
Art. 11.1 LOPJ
la prova ottenuta violando diritti fondamentali non produce effetti: è la porta attraverso cui entra quasi ogni difesa in questa materia

Ciò che davvero si discute in un procedimento per traffico di droga

Una vicenda per reato contro la salute pubblica ha una particolarità che la separa da quasi tutte le altre: il fatto centrale è di norma incontrovertibile. C’era una sostanza, era in una tasca, in un bagagliaio, in un armadio o in un ripostiglio, e un agente l’ha sequestrata. Discutere questo raramente porta da qualche parte. Ciò che porta da qualche parte è esaminare, passo dopo passo, come si è arrivati a quella sostanza e che cosa le è accaduto da quando è uscita dalla tasca a quando un perito ha scritto un numero in una relazione.

Quel percorso ha molti punti di frattura. Il sospetto iniziale che ha giustificato la perquisizione personale o il pedinamento. L’ordinanza che ha autorizzato l’ingresso nel domicilio e la sua motivazione concreta, non generica. Il consenso che qualcuno ha firmato alle quattro del mattino senza avvocato e senza capire la lingua. La presenza o assenza del cancelliere nella perquisizione. La sigillatura, la numerazione delle buste e la coincidenza tra ciò che dice il verbale e ciò che riceve il laboratorio. Il peso lordo annotato dalla pattuglia con una bilancia tascabile e il peso netto certificato dalla relazione ufficiale settimane dopo. Ognuno di questi anelli è verificabile, e ognuno può rompersi.

Va detto senza fronzoli: la maggior parte delle contestazioni di questo tipo non ha successo. I tribunali spagnoli sono esigenti con chi eccepisce la nullità e tendono a ritenere che le irregolarità minori incidano sul valore della prova, non sulla sua validità. Ma quando la frattura è reale (una perquisizione senza copertura, un’intercettazione telefonica basata su una nota di polizia priva di indizi oggettivi, un campione che compare con duecento grammi in meno), l’effetto è radicale e travolge tutto ciò che ne dipende. Per questo il lavoro consiste nel rivedere il verbale riga per riga prima di decidere la strategia, non dopo.

La seconda grande linea di difesa è la qualificazione. L’art. 368 CP punisce coltivare, produrre, trafficare o in altro modo promuovere, favorire o agevolare il consumo illegale di droghe. Non punisce consumare né possedere per consumare. Tra il possesso per consumo personale, penalmente irrilevante, e il traffico c’è una zona intermedia che si decide con indizi: quantità, forma di presentazione, denaro frazionato, bilance, elenchi di contatti, condizione di consumatore accertata. Discutere quegli indizi uno per uno cambia spesso la pena più di qualsiasi arringa generale.

Consumo condiviso, spaccio al minuto e traffico: tre qualificazioni per gli stessi grammi

Gli stessi otto grammi possono dare luogo a un’assoluzione, a una condanna a un anno o a una a quattro. La differenza non sta nel peso, sta nel racconto che si costruisce intorno al peso. La dottrina del consumo condiviso o autoconsumo plurale, consolidata nella Seconda Sezione, richiede un insieme di requisiti cumulativi: che i partecipanti siano consumatori abituali o tossicodipendenti, che la quantità sia ridotta e proporzionata al consumo immediato, che il consumo avvenga in luogo chiuso e senza rilevanza per terzi, che il gruppo sia ristretto e determinato, e che vi sia immediatezza tra la consegna e il consumo. Manca uno di questi elementi e la costruzione crolla.

Lo spaccio al minuto, la vendita di piccole quantità in strada o all’uscita di un locale, si colloca nel secondo comma dell’art. 368 CP, che consente di imporre la pena inferiore di un grado in considerazione della scarsa entità del fatto e delle circostanze personali del colpevole. Non è un diritto automatico: è una facoltà del tribunale che va guadagnata dimostrando entrambe le cose, quella oggettiva e quella personale. Un consumatore con dipendenza documentata, senza precedenti, che vende per finanziare il proprio consumo, rientra in quel comma. Un venditore con ripartizione di ruoli, veicolo e fornitura stabile, no.

Al di sopra c’è il traffico propriamente detto e, più in alto, i sottotipi aggravati dell’ art. 369 CP, che elevano la pena a quella superiore di un grado. L’aggravante più frequente nella provincia è quella della notevole importanza della quantità, ma compaiono anche la commissione del fatto in esercizi aperti al pubblico, la cessione a minori di diciotto anni e l’adulterazione della sostanza per aumentarne il danno. Ognuna ha i propri presupposti probatori e nessuna si applica per inerzia.

Questo lavoro di qualificazione inizia prima dell’atto di difesa. Inizia nella prima dichiarazione, dove molte condanne restano scritte per sempre. Dichiarare senza aver letto il verbale, o dichiarare su una quantità non ancora pesata ufficialmente, è il modo più rapido di perdere entrambe le linee di difesa insieme.

Aree

Modalità dell’art. 368 CP e sottotipi aggravati

Sostanze che causano grave danno alla salute

Cocaina, eroina, MDMA, anfetamine, metanfetamina e LSD. È la fattispecie base più severa e quella che sostiene la maggior parte delle cause con custodia cautelare nella provincia. La multa si calcola sul valore della droga secondo il prezzo di mercato.

Art. 368 CP

Sostanze che non causano grave danno

Hashish, marijuana e resina di cannabis. La pena è sensibilmente minore, da uno a tre anni di reclusione e multa da una a due volte il valore, il che apre più facilmente la porta alla sospensione della condanna in assenza di precedenti.

Art. 368 CP

Spaccio al minuto e fatti di scarsa entità

Vendita di dosi singole, di norma da parte di consumatori. Il secondo comma consente di ridurre la pena di un grado se concorrono scarsa entità del fatto e circostanze personali favorevoli. Vanno dimostrate entrambe, non basta invocarle.

Art. 368.2 CP

Notevole importanza della quantità

Il sottotipo che più cambia una condanna. Si calcola sulla sostanza ridotta a purezza per cocaina ed eroina, e sul peso per i derivati della cannabis. Discutere la purezza e il peso netto è qui una difesa tecnica, non un formalismo.

Art. 369.1.5ª CP

Locali di svago, minori e centri chiusi

Aggravanti per la commissione dei fatti in esercizi aperti al pubblico da parte dei responsabili o dipendenti, per la cessione di sostanze a minori di diciotto anni o a persone in trattamento, e per l’azione in centri scolastici, penitenziari o di disintossicazione.

Art. 369.1 CP

Organizzazione criminale

Richiede struttura stabile, ripartizione di ruoli e vocazione alla permanenza. Non basta che tre persone agiscano d’accordo. È il sottotipo peggio applicato nella pratica e quello in cui più frequentemente si riesce a degradare la qualificazione a gruppo criminale o a semplice coautoria.

Art. 369 bis CP

Estrema gravità e trasporto marittimo

Uso di navi o imbarcazioni, direzione dell’organizzazione o quantità che eccedano notevolmente la soglia della notevole importanza. Consente di aumentare la pena di uno o due gradi. Frequente nelle cause per carichi sulla costa e nei porti turistici.

Precursori e attrezzature di produzione

Fabbricazione, trasporto o detenzione di attrezzature, materiali o sostanze tabellate sapendo che saranno destinate alla coltivazione o produzione di droghe. Compare nelle perquisizioni di capannoni industriali e nelle coltivazioni indoor con impianti elettrici manomessi.

Art. 371 CP

Confisca di denaro, veicoli e immobili

La conseguenza patrimoniale preoccupa di norma quanto la pena. Si confiscano droghe, attrezzature, profitti e beni di origine illecita. Recuperare un veicolo o un conto bloccato richiede di dimostrare l’origine lecita e di agire all’interno dello stesso procedimento penale.

Art. 374 CP

Orientamento dei tribunali

Nullità, connessione di antigiuridicità e accesso al verbale

La regola di partenza è l’ art. 11.1 LOPJ: non producono effetti le prove ottenute, direttamente o indirettamente, violando i diritti o le libertà fondamentali. In materia di droga ciò significa che una perquisizione domiciliare senza copertura contamina il ritrovamento, e che il ritrovamento contaminato travolge la relazione peritale effettuata su quella sostanza. La domanda pratica non è se vi sia stata violazione, ma fin dove arriva.

A questa domanda si risponde con la dottrina della connessione di antigiuridicità, formulata dalla STC 81/1998, del 2 aprile, Plenum, amparo 3140/1994, ECLI:ES:TC:1998:81. Il Tribunale Costituzionale ha respinto l’amparo, ma ha fissato il criterio che oggi decide la maggior parte di questi incidenti: non ogni prova derivata da una violazione resta esclusa, ma solo quella che mantiene con la lesione originaria una connessione giuridica rilevante, valutata da una prospettiva interna (il risultato e la necessità della prova riflessa) ed esterna (le esigenze di dissuasione e di tutela del diritto violato). Per la difesa, ciò obbliga a tracciare la mappa completa: che cosa si è saputo grazie all’ingerenza illecita, che cosa si sarebbe saputo comunque e che cosa si è conosciuto solo grazie a essa.

Sul valore di ciò che lo stesso indagato dichiara dopo un’ingerenza nulla, la STS 511/2015, del 21 luglio, cassazione 2382/2014, ROJ: STS 3511/2015, ECLI:ES:TS:2015:3511, ha accolto parzialmente il ricorso e ha trattato proprio l’illiceità derivata da intercettazioni telefoniche nulle e il valore della confessione successiva. È un punto sensibile nelle vicende di droga, dove molte cause nascono da un’ordinanza di intercettazione telefonica e dove il riconoscimento dei fatti in sede giudiziaria viene poi presentato come prova autonoma. La decisione va letta integralmente prima di consigliare a chiunque di rendere dichiarazioni.

Nelle cause di origine internazionale, sempre più frequenti nella provincia per la presenza di strutture che operano da altri Paesi dell’Unione, la STS 904/2023, del 30 novembre, cassazione 3566/2023, ROJ: STS 5215/2023, ECLI:ES:TS:2023:5215, ha respinto il ricorso e ha affrontato la validità della prova di origine straniera sotto quella stessa dottrina della connessione di antigiuridicità. È il riferimento obbligato quando il materiale probatorio arriva per commissione rogatoria, ordine europeo di indagine o squadra investigativa comune e la difesa contesta come è stato ottenuto all’origine.

L’accesso al materiale su cui si fonda l’arresto non è una cortesia. La STC 21/2018, del 5 marzo, Prima Sezione, amparo 3766-2016, ECLI:ES:TC:2018:21, ha concesso l’amparo e stabilito che negare l’habeas corpus senza dare all’arrestato informazioni sufficienti né accesso agli elementi essenziali degli atti lede la libertà personale, e che tale accesso deve essere garantito prima del primo interrogatorio. Nella stessa linea, la STC 13/2017, del 30 gennaio, Seconda Sezione, amparo 7301-2014, ECLI:ES:TC:2017:13, ha accolto l’amparo ritenendo che negare copia del verbale per impugnare l’arresto leda la libertà personale e l’assistenza legale, dottrina ribadita dalla STC 86/2025, del 7 aprile, Seconda Sezione, amparo 120-2023, ECLI:ES:TC:2025:86. Applicato a una vicenda di droga, ciò si traduce in qualcosa di molto concreto: prima che l’arrestato apra bocca negli uffici di polizia, il suo avvocato deve aver visto di che cosa è accusato e su quale base.

Le istruzioni per traffico di droga si allungano facilmente per l’attesa delle analisi, i volumi di traffico telefonico e l’assistenza internazionale, per cui il controllo dei termini dell’ art. 324 LECrim acquista rilevanza pratica. La STS 747/2024, del 18 luglio, Sezione Penale, cassazione 2295/2022, ROJ: STS 4260/2024, ECLI:ES:TS:2024:4260, ha respinto il ricorso in una vicenda di truffa continuata, ma si pronuncia sul computo di quel termine e sul regime delle spese della parte civile, questioni trasferibili a qualsiasi istruzione complessa.

Quando la condanna arriva e viene impugnata, conviene tenere presente il limite segnato dalla STC 80/2024, del 3 giugno, Prima Sezione, amparo 3308-2020, ECLI:ES:TC:2024:80, che ha concesso l’amparo e annullato una condanna pronunciata in cassazione, sui limiti della cassazione rispetto alla presunzione di innocenza e al doppio grado. E nelle cause in cui insieme all’art. 368 CP si accusa per riciclaggio del denaro ottenuto, la STS 312/2021, del 13 aprile, cassazione 10588/2020, ROJ: STS 1388/2021, ECLI:ES:TS:2021:1388, di rigetto, tratta il riciclaggio come reato di mera condotta e di pericolo astratto, qualificazione che condiziona la difesa della parte patrimoniale.

Sulle soglie concrete della notevole importanza, sulle tabelle della dose minima psicoattiva e sui requisiti del consumo condiviso esiste dottrina consolidata della Seconda Sezione, ma nella base di conoscenza dello studio non risulta giurisprudenza indicizzata con riferimento completo su quei punti concreti, per cui qui vengono esposti come criteri di lavoro e verificati caso per caso nella fonte originale.

I riferimenti precedenti provengono dalla base di conoscenza dello studio, devono essere verificati nella fonte originale prima di essere utilizzati e questa pagina non costituisce consulenza legale.

Procedimento

Dalla perquisizione personale alla relazione peritale: dove si decide ogni cosa

L’intervento iniziale. Quasi tutto inizia con una perquisizione personale sulla pubblica via, un controllo stradale preventivo, una perquisizione di veicolo o un dispositivo di sorveglianza. Le perquisizioni corporali esterne sono soggette all’ art. 20 della Legge Organica 4/2015 sulla protezione della sicurezza pubblica, che esige rispetto della dignità e proporzionalità, e un veicolo non è domicilio, per cui la sua perquisizione non necessita di autorizzazione giudiziaria. Ciò di cui ha bisogno è una ragione. Quando il verbale non spiega che cosa ha portato gli agenti a fermare e perquisire quella persona concreta, c’è qualcosa da chiedere in giudizio.

L’ingresso e la perquisizione domiciliare. L’art. 18.2 della Costituzione ammette tre vie: consenso del titolare, provvedimento giudiziario e flagranza di reato. Il consenso deve essere libero, informato e prestato da chi può prestarlo, e nella pratica viene firmato spesso in circostanze che lo rendono discutibile: di notte, con l’interessato già arrestato, senza interprete e senza avvocato. Il provvedimento giudiziario richiede motivazione con indizi oggettivi, non la mera trascrizione di una richiesta di polizia. E l’atto deve essere compiuto con le garanzie della Legge di procedura penale, tra cui la presenza del cancelliere e quella dell’interessato ogni volta che sia possibile.

Intercettazioni telefoniche e misure tecnologiche. Sono disciplinate dagli artt. 588 bis a) e seguenti LECrim, con i principi di specialità, idoneità, eccezionalità, necessità e proporzionalità. La specialità è quella più violata: non si può intercettare un telefono per scoprire se qualcuno delinque, solo per indagare su un reato concreto già delineato a livello indiziario. Le proroghe richiedono di dare conto del risultato ottenuto, non di ripetere l’ordinanza iniziale. Nelle cause di narcotraffico organizzato compaiono anche la consegna controllata dell’art. 263 bis LECrim e l’agente sotto copertura dell’ art. 282 bis LECrim, ciascuno con i propri requisiti di autorizzazione.

Pesatura, sigillatura e invio. Qui sta il nucleo della catena di custodia. La sostanza si pesa, si etichetta, si sigilla, si numera, si deposita e si invia al laboratorio con un modulo. Ogni passaggio lascia traccia documentale e ogni traccia è confrontabile con la successiva. Le domande da porsi sono concrete: coincide il numero di involucri del verbale con quello della relazione? Coincide il peso lordo di polizia con il peso netto ufficiale entro un margine spiegabile con l’involucro? Chi ha custodito la sostanza tra il sequestro e l’invio? Risulta la firma di ricezione? L’invio dei campioni all’Istituto Nazionale di Tossicologia e Scienze Forensi è protocollato, e discostarsi dal protocollo ha conseguenze.

L’analisi e la sua contestazione. L’art. 788.2 LECrim attribuisce carattere di prova documentale alle relazioni dei laboratori ufficiali su natura, quantità e purezza degli stupefacenti quando risulti che sono stati seguiti i protocolli scientifici approvati. Cioè: se nessuno le contesta, entrano da sole nel processo. La contestazione deve essere fatta nell’atto di difesa, essere espressa e motivata, perché la Seconda Sezione respinge le contestazioni puramente rituali. Una contestazione ben costruita obbliga il perito a comparire e a rispondere su metodo, incertezza di misura, omogeneizzazione del campione e tracciabilità.

La distruzione della sostanza. La Legge di procedura penale consente di distruggere la droga una volta analizzata, conservando campioni sufficienti. Quella conservazione non è un dettaglio burocratico: è la condizione perché la difesa possa chiedere una controanalisi. Quando si distrugge tutto senza riservare un campione sufficiente, la possibilità di contraddittorio peritale scompare, ed è un argomento da far valere in tempo.

Cornice delle pene. La fattispecie base dell’art. 368 CP si muove tra tre e sei anni di reclusione e multa da una a tre volte il valore della droga per le sostanze che causano grave danno alla salute, e tra uno e tre anni con multa da una a due volte per quelle che non lo causano. I sottotipi dell’art. 369 CP impongono la pena superiore di un grado con multa da una a quattro volte. L’art. 369 bis eleva sostanzialmente la cornice quando concorre l’organizzazione criminale, e l’art. 370 consente di aumentare di uno o due gradi nei casi di estrema gravità. A fronte di ciò operano le attenuazioni: il secondo comma dell’art. 368, l’attenuante della grave tossicodipendenza dell’ art. 21.2 CP, la causa di esclusione completa o incompleta quando l’alterazione è intensa, e la riduzione dell’art. 376 CP per chi collabora attivamente o dimostra di aver concluso con successo un trattamento di disintossicazione.

Sospensione ed esecuzione. Per le pene che lo consentono, l’ art. 87 CP prevede un regime specifico di sospensione per chi abbia commesso il reato a causa della propria dipendenza, condizionato a non abbandonare il trattamento. Preparare quello scenario non si improvvisa in udienza: richiede relazioni dell’unità per le dipendenze o del centro di trattamento, con monitoraggio documentato, mesi prima.

Criterio

Ciò che decide queste vicende

La giustificazione dell’ingerenza iniziale, non il suo risultato. Che siano comparsi duecento grammi non rende valida una perquisizione che non aveva copertura. L’analisi si fa guardando ciò che si sapeva prima di entrare, non ciò che si è trovato dopo. Questo ordine di ragionamento, elementare, è quello che più spesso si perde di vista.

La motivazione concreta dell’ordinanza autorizzativa. Un’ordinanza che riproduce la nota di polizia e aggiunge una formula di stile non motiva nulla. Gli indizi devono essere oggettivi, verificabili e anteriori alla misura, e devono riferirsi alla persona e al luogo concreti che si intendono colpire.

La tracciabilità della sostanza. Sequestro, pesatura, sigillatura, deposito, invio, analisi. Sei anelli, sei documenti, sei occasioni per verificare che parliamo della stessa cosa dall’inizio alla fine. Le discordanze di peso o di numero di involucri a volte si spiegano bene, e a volte non si spiegano.

Il peso netto e la purezza, non il peso lordo. La qualificazione si costruisce sulla sostanza effettivamente tossica. Per cocaina ed eroina, la riduzione a purezza può allontanare la vicenda dalla soglia della notevole importanza. In quantità minime, l’assenza di principio attivo sufficiente a produrre effetto può portare direttamente all’irrilevanza penale.

La contestazione tempestiva della perizia. Se non si contesta nell’atto di difesa, la relazione entra come prova documentale e non c’è più un perito a cui fare domande. È un termine che non si recupera.

La condizione di consumatore, documentata. Una relazione dell’unità per le dipendenze, una storia di trattamento, un’analisi del capello. Senza supporto, l’allegazione del consumo personale è solo una versione. Con supporto, cambia la cornice penale.

La dissociazione tra possesso e disponibilità. In abitazioni condivise, veicoli prestati e ripostigli comuni, la mera relazione con lo spazio non dimostra la disponibilità sulla sostanza. La presunzione di innocenza richiede un’attribuzione individualizzata, specialmente quando vi sono più indagati.

Il realismo sul risultato. Una parte importante di queste vicende termina con il patteggiamento, e spesso è la migliore decisione tecnica: la riduzione ottenuta in cambio del riconoscimento può essere la differenza tra entrare in carcere e non entrare. Ciò che non è accettabile è patteggiare prima di aver rivisto il verbale, la catena di custodia e la qualificazione.

Metodo

Come lavoriamo

1. Assistenza fin dall’arresto. Il diritto di difesa nasce dal momento in cui si attribuisce a qualcuno un fatto punibile (art. 118 LECrim), non nel processo. Prima della prima dichiarazione chiediamo l’accesso agli elementi essenziali degli atti, verifichiamo l’informazione sui diritti, la presenza dell’interprete se necessario e il computo dell’arresto. Nella maggior parte dei casi, negli uffici di polizia si dichiara dopo aver visto il materiale, o non si dichiara.

2. Ricostruzione documentale dell’intervento. Verbale, atti di ingresso e perquisizione, verbali di pesatura, catena dei sigilli, note di invio, ordinanze autorizzative e relative proroghe. Si ordina tutto cronologicamente e si confrontano cifre, orari e firme. Molte difese si sono decise confrontando due orari scritti su due fogli diversi.

3. Strategia sulla libertà. Se c’è rischio di custodia cautelare, si prepara l’udienza dell’ art. 505 LECrim con radicamento dimostrato, domicilio, documentazione e disponibilità di garanzie. Nei clienti stranieri non residenti questo lavoro è particolarmente urgente, perché il pericolo di fuga è l’argomento abituale dell’accusa.

4. Prova propria in istruzione. Relazioni sulla dipendenza, testimonianze sull’uso dello spazio o del veicolo, perizia privata sulla metodologia analitica, richiesta di conservazione dei campioni e di produzione della documentazione di custodia. Chiedere tardi equivale a non chiedere.

5. Atto di difesa e processo. Contestazione espressa e motivata delle relazioni peritali, proposizione delle nullità con delimitazione della portata derivata, qualificazione alternativa e richiesta subordinata di attenuanti. E una valutazione onesta con il cliente sul fatto che il patteggiamento sia la via migliore, con le cifre concrete sul tavolo.

6. Esecuzione. Sospensione della pena, sostituzione quando ammessa, trattamento, liquidazione della condanna, computo della custodia cautelare e difesa dei beni colpiti dalla confisca. Il procedimento non termina con la sentenza.

Profili

Chi assistiamo

Viaggiatori intercettati all’aeroporto di Alicante-Elche. Bagagli a doppio fondo, trasporto interno o incarichi accettati per denaro. Sono vicende con arresto immediato, alto rischio di custodia cautelare per mancanza di radicamento e necessità di interprete fin dal primo minuto.

Conducenti fermati ai controlli sulla AP-7 e sulla N-332. Il punto critico è sempre lo stesso: perché si è passati da un controllo di routine dei documenti a una perquisizione completa del veicolo, e che cosa risulta scritto su quel passaggio.

Persone identificate all’uscita di locali di svago a Benidorm, Alicante o Torrevieja. Quantità piccole, denaro frazionato e più persone coinvolte. Qui si gioca il confine tra consumo personale, consumo condiviso e spaccio al minuto dell’art. 368.2 CP.

Titolari di abitazioni con coltivazione di cannabis nella Marina Alta e nella Marina Baixa. Ville a Xàbia, Calpe, Moraira, Benissa o Altea con piantagioni interne. La discussione ruota di norma sul numero di piante, la destinazione della produzione e chi aveva accesso reale all’immobile.

Proprietari e locatori estranei alla coltivazione. Chi affitta un’abitazione e scopre che l’inquilino l’ha destinata a piantagione deve dimostrare l’ignoranza e dissociarsi fin dall’inizio, incluso per quanto riguarda la confisca e i danni all’impianto elettrico.

Dipendenti e responsabili di esercizi. Camerieri, buttafuori e gestori a cui si attribuisce la vendita all’interno del locale, con l’aggravante dell’art. 369.1.3ª CP. La difesa passa per la separazione della condotta individuale dall’attività dell’esercizio.

Membri dell’equipaggio e comandanti di imbarcazioni. Carichi sulla costa di Santa Pola, Guardamar o il litorale della Vega Baja, con imputazioni che di norma includono l’art. 370 CP. Il grado di partecipazione e la conoscenza effettiva del carico sono la linea di difesa centrale.

Detenuti in istituti penitenziari e loro familiari. Introduzione di sostanze durante i colloqui o negli invii, con l’aggravante dell’art. 369.1.7ª CP e conseguenze immediate sul regime e sui permessi.

Persone con dipendenza grave. Consumatori che vendono per finanziare il proprio consumo. La loro difesa è tecnica e documentale: dimostrare la dipendenza, la sua relazione causale con il reato e un trattamento reale, per attivare le attenuanti e il regime dell’art. 87 CP.

Residenti stranieri e le loro famiglie. Assistiamo in più lingue e spieghiamo in dettaglio quali conseguenze ha una condanna per l’art. 368 CP in materia di residenza, precedenti e spostamenti, perché quasi mai si limitano al processo penale.

Dubbi

Domande frequenti sui reati contro la salute pubblica

Mi hanno fermato a un controllo e perquisito l’auto senza alcun mandato. È valido?

Sì, in linea di principio. Un veicolo non è domicilio e la sua perquisizione non richiede autorizzazione giudiziaria. Ciò che si esamina è se esistesse una ragione oggettiva per passare da un’identificazione di routine a una perquisizione completa, e se tale ragione risulti riportata nel verbale. Una perquisizione senza alcun motivo espresso, seguita da un ritrovamento, è discutibile. Una perquisizione preceduta da indizi concreti, descritti e coerenti, di norma non lo è.

Ho firmato un foglio autorizzando l’ingresso in casa mia. Posso ritirare ora quel consenso?

Ritirarlo dopo non cancella la perquisizione già effettuata, ma si può contestare la validità del consenso nel momento in cui è stato prestato. Si esamina se fu libero, se fu informato che poteva rifiutare, se c’era l’interprete quando era necessario, se era presente l’avvocato e se la persona era già arrestata. Quando il consenso si ottiene di notte, senza avvocato e in una lingua che il firmatario non padroneggia, c’è materia di discussione. Non garantisce la nullità, ma è il punto da cui si deve partire.

Avevo quattro grammi di cocaina per il mio consumo. Possono accusarmi di traffico?

Possono, e spesso lo fanno. Il possesso per consumo personale non è reato, ma la destinazione si prova con indizi: la quantità in relazione al consumo accertato, la forma di presentazione (dosi singole o un’unica porzione), la detenzione di denaro frazionato, bilance o sostanze da taglio, e i messaggi del telefono. Dimostrare la condizione di consumatore con referti medici è ciò che ha più peso per sostenere la versione dell’autoconsumo.

La polizia ha detto che erano cento grammi e la relazione del laboratorio dice ottantadue. Serve a qualcosa?

Dipende dalla spiegazione. Una differenza tra peso lordo di polizia e peso netto ufficiale è di norma dovuta agli involucri e non è anomala. Ciò che rileva è se la differenza è ragionevole, se coincide il numero di involucri in tutti i documenti e se il peso finale supera o no una soglia con conseguenze penali, come quella della notevole importanza. Una discrepanza di venti grammi può essere irrilevante o può cambiare l’intera qualificazione. Si studia caso per caso.

È vero che distruggono la droga prima del processo? Posso chiedere una controanalisi?

Sì, la legge consente di distruggere la sostanza una volta analizzata, ma obbliga a conservare campioni sufficienti proprio per consentire un’analisi in contraddittorio. Se è stato conservato un campione, la controanalisi può essere chiesta. Se è stato distrutto tutto senza riservare nulla, tale impossibilità deve essere eccepita espressamente e valutata nella sentenza. Per questo la richiesta di conservazione conviene presentarla presto, non quando il processo è già stato fissato.

Sono straniero e non vivo in Spagna. Mi lasceranno in custodia cautelare?

Il rischio è reale e non conviene minimizzarlo. La mancanza di radicamento è l’argomento abituale per chiedere la custodia in queste vicende, soprattutto quando la quantità è elevata. Il modo di contrastarlo è preparare l’udienza con documentazione: domicilio disponibile, legami familiari, attività lavorativa, disponibilità a presentarsi periodicamente, ritiro del passaporto e, se praticabile, offerta di cauzione. Nessuno può garantirvi un risultato, ma arrivare a quell’udienza senza materiale è l’opzione peggiore.

Ho una dipendenza grave da anni. Conta qualcosa?

Conta, se viene dimostrata. Può dare luogo all’attenuante della grave tossicodipendenza, a una causa di esclusione incompleta quando l’alterazione della volontà è intensa, alla riduzione dell’art. 376 CP se si conclude con successo un trattamento di disintossicazione e al regime speciale di sospensione dell’art. 87 CP. Tutto ciò richiede referti medici, anamnesi e monitoraggio documentato. Dirlo in giudizio senza documenti alle spalle non produce di norma alcun effetto.

Queste vicende finiscono a processo o con il patteggiamento? E quanto durano?

Una parte considerevole termina con il patteggiamento, e in molti casi è la decisione tecnicamente corretta, perché la riduzione ottenuta può collocare la pena sotto la soglia che consente la sospensione. Quanto ai tempi, l’istruzione di una vicenda semplice può chiudersi in mesi, mentre le cause con intercettazioni telefoniche, più indagati o assistenza internazionale si prolungano per anni. Non diamo previsioni chiuse di durata né di risultato: dipendono dall’organo, dal volume della causa e dalla prova.

Prossimo passo

Prima di rendere dichiarazioni, che qualcuno legga il verbale

Nei reati contro la salute pubblica, le decisioni delle prime ore condizionano il resto del procedimento. Se c’è un arresto, una perquisizione effettuata o una citazione per rendere dichiarazioni, conviene esaminare il materiale prima di dare qualsiasi versione.

Base normativa di questa materia

Testo vigente secondo la versione consolidata della Gazzetta ufficiale dello Stato, con gli elementi della fattispecie e le linee di difesa applicabili.

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