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In breve. I precedenti penali possono essere cancellati ai sensi dell’ art. 136 del Codice Penale una volta trascorsi i termini dall’esecuzione della pena, senza recidiva e soddisfatta la responsabilità civile. Otteniamo il certificato, ne verifichiamo il contenuto e curiamo la cancellazione quando l’iscrizione avrebbe dovuto essere eliminata.

Cancellazione dei precedenti penali

Cancellazione dei precedenti penali: termini reali, procedura e conseguenze del non farlo

La condanna termina il giorno in cui la pena è eseguita. Il precedente, no.

Calcoliamo il termine esatto dell’articolo 136 del Codice Penale, raccogliamo i documenti del fascicolo di esecuzione e curiamo la cancellazione presso il Registro Centrale dei Condannati. Studio penalista ad Alicante, con assistenza abituale ai residenti stranieri della provincia.

Punti chiave

6 mesi
Termine più breve: pene lievi, calcolato dal giorno successivo all’estinzione della pena.
10 anni
Termine più lungo: pene gravi. Nel mezzo, la legge fissa altre tre fasce.
Art. 136 CP
Norma che fissa i termini, il diritto alla cancellazione e la via giudiziaria quando il Registro non agisce.

Che cos’è esattamente un precedente penale e perché non scompare da solo

Un precedente penale è un’iscrizione nel Registro Centrale dei Condannati, dipendente dal Ministero della Giustizia, che attesta una sentenza di condanna definitiva. Non è un documento che si conserva a casa né un’annotazione di polizia: è un’annotazione amministrativa che viene effettuata quando il giudice o il tribunale comunica la definitività della condanna, e che resta attiva finché non viene cancellata.

Qui inizia il malinteso più frequente. Molte persone presumono che, pagata la multa o eseguita la pena, la questione sia chiusa. Non è così. L’esecuzione della pena estingue la responsabilità penale (articolo 130 del Codice Penale), ma apre allora un periodo di attesa durante il quale il precedente continua a risultare. Solo quando tale periodo trascorre senza commettere nuovi reati nasce il diritto alla cancellazione, e solo allora il certificato dirà che non risultano precedenti.

Il secondo malinteso è di senso opposto: credere che il precedente sia eterno. Nemmeno. L’articolo 136 del Codice Penale riconosce un autentico diritto alla cancellazione, non una grazia discrezionale. Soddisfatti i requisiti, l’Amministrazione deve cancellare. Se non lo fa, l’interessato dispone della via amministrativa e di quella giudiziaria per imporlo.

Il problema pratico è che il sistema dipende dalle comunicazioni tra organi. Il giudice penale dichiara estinta la responsabilità con ordinanza, tale ordinanza deve arrivare al Registro e il Registro deve annotare la data di estinzione per poter calcolare il termine. Quando questa catena si interrompe, e si interrompe con una certa frequenza nei fascicoli di esecuzione datati, nelle multe rateizzate o nelle pene sospese, il precedente resta lì anni dopo che avrebbe dovuto essere cancellato. Il titolare lo scopre solo il giorno in cui chiede un certificato per un concorso pubblico, per un rinnovo della residenza o per un lavoro, e ormai con una scadenza di presentazione imminente.

Conviene anche distinguere due registri che vengono confusi quotidianamente. I precedenti penali si trovano nel Registro Centrale dei Condannati. I precedenti di polizia sono un’altra cosa: sono segnalazioni e annotazioni delle banche dati di polizia, che possono esistere anche senza che vi sia mai stata una condanna (per esempio, dopo un arresto concluso con l’archiviazione) e che si cancellano per una via diversa, presso il Ministero dell’Interno. Essere stati arrestati non significa avere precedenti penali. Essere stati condannati non significa che la segnalazione di polizia scompaia da sola.

A cosa serve cancellare: il problema non è il passato, è il documento

La cancellazione conta per ciò che accade dopo. In un concorso per la Polizia Nazionale, la Guardia Civil, la polizia locale o le Forze Armate, il bando esige di norma l’assenza di precedenti penali o di condanne per reato doloso. Per l’abilitazione di vigilante privato, la Legge 5/2014 sulla sicurezza privata esige l’assenza di precedenti penali per reati dolosi. Per lavorare con minori, la Legge Organica 8/2021 obbliga a presentare un certificato specifico relativo ai reati di natura sessuale. E per le licenze di armi, il regolamento condiziona il rilascio all’assenza di determinate condanne.

Per uno straniero residente nella provincia, l’effetto è ancora più diretto. L’articolo 57.2 della Legge Organica 4/2000 consente l’espulsione dello straniero condannato, in Spagna o all’estero, per una condotta dolosa che costituisca reato punito in Spagna con pena detentiva superiore a un anno, e aggiunge espressamente un’eccezione: salvo che i precedenti penali siano stati cancellati. Quell’inciso è, nella pratica, la differenza tra conservare la residenza e dover combattere un procedimento di espulsione.

Nei rinnovi dell’autorizzazione di residenza, l’articolo 31 della stessa legge obbliga a valutare i precedenti penali, ponderando l’indulto, la remissione condizionale o la sospensione della pena. Non è un no automatico, ma è un punto di attrito che si risolve molto meglio con il precedente già cancellato o, almeno, con la documentazione del fascicolo di esecuzione alla mano. Nei procedimenti di cittadinanza per residenza, il requisito della buona condotta civica dell’articolo 22 del Codice Civile si valuta in modo autonomo: la cancellazione aiuta, ma da sola non garantisce una decisione favorevole, e conviene saperlo prima di presentare la domanda.

Vi è inoltre un effetto puramente penale. I precedenti attivi possono fondare l’aggravante della recidiva dell’articolo 22.8ª del Codice Penale e condizionare la sospensione di una futura pena detentiva. La legge dice che non si computano i precedenti cancellati né quelli che avrebbero dovuto esserlo, ma quell’avrebbero dovuto esserlo va dedotto e provato nel procedimento. Se nessuno lo fa, il precedente pesa.

Aree

I nove punti che decidono se il vostro precedente può essere cancellato oggi

Pene lievi: sei mesi

Multa fino a tre mesi, lavori di pubblica utilità da uno a trenta giorni, sospensione della patente da tre mesi a un anno e altre pene lievi. È la fascia più breve e quella che più spesso si dimentica: molte persone si trascinano un’iscrizione per un reato lieve che avrebbe potuto essere cancellata anni fa.

Art. 136.1 CP

Pene fino a dodici mesi e reati colposi: due anni

Copre le pene non superiori a dodici mesi e tutte quelle inflitte per reati colposi, indipendentemente dalla durata. È la fascia tipica della multa di sei od otto mesi e dell’omicidio o delle lesioni colpose.

Art. 136.1 CP

Meno gravi inferiori a tre anni: tre anni

Qui rientrano le pene meno gravi che superano i dodici mesi ma non raggiungono i tre anni. Esempio quotidiano: una sospensione della patente di un anno e un giorno per guida in stato di ebbrezza. Supera i dodici mesi, quindi il termine non è di due anni ma di tre.

Art. 136.1 CP

Meno gravi di tre anni o più: cinque anni

Pene meno gravi pari o superiori a tre anni, come una reclusione da tre a cinque anni. Quando la sentenza infligge più pene, il calcolo si fa pena per pena e prevale quella che impiega più tempo a maturare il termine.

Art. 136.1 CP

Pene gravi: dieci anni

Reclusione superiore a cinque anni e altre pene gravi dell’articolo 33.2. Dieci anni dall’estinzione, senza aver commesso nuovi reati. Non ci sono scorciatoie, e chi ve ne promette una vi sta ingannando.

Art. 33.2 CP

Quando la pena si considera estinta

Il termine si calcola dal giorno successivo all’estinzione della responsabilità penale: esecuzione integrale, remissione definitiva della pena sospesa, indulto o prescrizione della pena. Senza ordinanza di estinzione nel fascicolo di esecuzione, il Registro non ha una data da cui contare.

Pene sospese e remissione definitiva

Se la pena è stata sospesa, l’orologio non parte quando viene disposta la sospensione, ma quando il tribunale dispone la remissione definitiva dopo il periodo di prova. Ottenuta tale remissione, il computo retroagisce al momento in cui la pena sarebbe stata eseguita se fosse stata scontata.

Recidiva e precedenti che avrebbero dovuto essere cancellati

L’aggravante della recidiva non può fondarsi su precedenti cancellati né su quelli che avrebbero dovuto esserlo, né su quelli relativi a reati lievi. È una deduzione difensiva concreta, con la documentazione del precedente fascicolo di esecuzione, non una formula generica.

Art. 22.8ª CP

Cancellazione disposta dal tribunale

Quando i requisiti sono soddisfatti e la cancellazione non è avvenuta, il giudice o il tribunale, accertate tali circostanze, ordinerà la cancellazione e non terrà conto di quei precedenti. È la via d’uscita quando il Registro tarda o la comunicazione del giudice si è persa.

Art. 136.4 CP

Orientamento dei tribunali

Cosa possiamo affermare e cosa no sulla giurisprudenza in questa materia

Nella base di conoscenza dello studio non risulta giurisprudenza indicizzata con riferimento completo (numero di ricorso, ROJ o ECLI) sulla cancellazione dei precedenti penali, sul computo dell’articolo 136 del Codice Penale o sui suoi effetti in sede amministrativa. Per questo non citiamo qui alcuna decisione concreta. Preferiamo non fornire un riferimento che non possiamo sostenere con la sua identificazione esatta.

Ciò che possiamo descrivere, perché si fonda direttamente sul testo di legge e sulla pratica quotidiana dei tribunali di Alicante, è come si risolvono queste questioni. Primo: la cancellazione è un diritto vincolato, non una decisione di opportunità. Trascorso il termine senza commettere nuovi reati, l’Amministrazione non valuta se l’interessato lo meriti, verifica i requisiti. Secondo: il momento di riferimento per il computo è l’estinzione della pena, non la data della sentenza né la data dei fatti, un errore che compare ogni settimana nelle consulenze.

Terzo, ed è ciò che genera più discussione in aula: quando in un processo successivo l’accusa invoca la recidiva, la difesa può opporre che il precedente era cancellato o che avrebbe dovuto esserlo alla data dei nuovi fatti. Perché tale deduzione abbia successo non basta affermarlo. Occorre produrre il certificato storico penale, la copia del precedente fascicolo di esecuzione e la data esatta di estinzione di quella pena. Se la data non risulta, il tribunale non può fare il calcolo, e lì si perdono deduzioni che erano corrette nel merito.

Quarto: in sede di giustizia amministrativa, quando si impugna un diniego di residenza o un’espulsione fondata sui precedenti, il dibattito verte di norma sul fatto che il precedente fosse attivo al momento dell’adozione del provvedimento amministrativo e sulla ponderazione delle circostanze personali dello straniero. È un terreno in cui la documentazione penale ben ordinata decide più degli argomenti.

Procedimento

La procedura passo dopo passo, con i punti in cui si blocca

1. Sapere cosa risulta realmente

Prima di chiedere qualsiasi cosa occorre vedere il certificato dei precedenti penali aggiornato. Si richiede al Ministero della Giustizia, in via telematica con certificato digitale o Cl@ve, oppure di persona presso le sedi territoriali, l’ufficio centrale di Madrid e i registri abilitati. Dall’estero si richiede tramite gli uffici consolari. Tale certificato comporta una tassa ridotta; la richiesta di cancellazione, invece, no.

Il certificato ordinario dice se risultano o non risultano precedenti. Per lavorare su un caso conviene, inoltre, chiedere al tribunale il certificato storico penale e lo stato del fascicolo di esecuzione, perché il certificato non spiega di quale condanna si tratti né da quando decorra il termine.

2. Fissare la data di estinzione

Questo è il passaggio che quasi sempre manca. Occorre individuare nel fascicolo di esecuzione l’ordinanza che dichiara estinta la responsabilità penale. In una multa pagata a rate, l’estinzione è quella dell’ultimo pagamento, non del primo. Nei lavori di pubblica utilità, quella della comunicazione dei servizi di gestione delle pene che dà per eseguite le giornate. In una sospensione della patente, quella della scadenza del periodo. In una pena sospesa, quella dell’ordinanza di remissione definitiva.

Se tale ordinanza non esiste perché nessuno l’ha chiesta, si richiede al giudice dell’esecuzione. Se esiste ma non è arrivata al Registro, se ne chiede copia e si allega alla richiesta di cancellazione. È lavoro d’archivio, poco appariscente, ed è dove si risolve il novanta per cento dei fascicoli bloccati.

3. Verificare che non siano stati commessi nuovi reati

L’articolo 136 esige che il termine trascorra senza aver commesso nuovi reati. Una condanna successiva in tale periodo interferisce nel calcolo. Non si tratta dell’esistenza di una denuncia o di un’indagine aperta, ma di una condanna definitiva. Conviene verificarlo prima di presentare la domanda, perché una richiesta respinta per questo motivo genera un ritardo evitabile.

4. Presentare la richiesta

La cancellazione si richiede al Ministero della Giustizia mediante il modulo ufficiale di cancellazione dei precedenti penali, in sede telematica o su carta. Si allega il documento d’identità (DNI, NIE o passaporto) e, quando il Registro non dispone dei dati, copia della sentenza, liquidazione della condanna e ordinanza di estinzione o di remissione definitiva. Se agisce un avvocato, si allega l’autorizzazione o la procura.

La legge prevede che la cancellazione sia effettuata d’ufficio o su istanza di parte. Nella pratica, aspettare che avvenga d’ufficio è una scommessa. Se avete una scadenza (un concorso, un rinnovo della residenza, un’abilitazione), non aspettate.

5. Tempi di risposta e cosa fare se non arriva

Il procedimento è disciplinato dalla Legge 39/2015 e l’Amministrazione è obbligata a decidere e notificare. I tempi reali variano parecchio a seconda del carico del Registro e della necessità di richiedere documentazione a un tribunale. Non indichiamo qui un numero di settimane perché sarebbe inventarlo: la cosa onesta è dire che può andare da alcune settimane a diversi mesi e che il fattore più influente è la qualità della documentazione prodotta.

Contro un diniego è ammesso ricorso in via amministrativa e, esaurita questa, ricorso alla giustizia amministrativa. E in parallelo esiste la via dell’articolo 136.4: chiedere allo stesso giudice o tribunale che ha pronunciato la condanna che, accertati i requisiti, ordini la cancellazione. Quando vi è un procedimento penale in corso in cui vi si contesta la recidiva, questa via è la più rapida e la più utile.

6. Registri paralleli

La cancellazione nel Registro Centrale dei Condannati non si estende automaticamente ad altri archivi. I precedenti di polizia si cancellano presso il Ministero dell’Interno con un procedimento proprio. E le iscrizioni nel Registro Centrale dei Delinquenti Sessuali e della Tratta di Esseri Umani sono disciplinate da una normativa regolamentare propria, con termini sensibilmente più lunghi di quelli dell’articolo 136. Se il vostro problema è il certificato dei reati di natura sessuale richiesto per lavorare con minori, occorre verificare quel registro in concreto e non dare per scontato che la cancellazione penale lo risolva.

Criterio

Cosa vi blocca davvero un precedente attivo

Concorsi e accesso al pubblico impiego

Non esiste una regola unica per tutta la funzione pubblica. Lo Statuto Fondamentale del Pubblico Dipendente esige, in via generale, di non essere stati destituiti dal servizio e di non trovarsi in stato di interdizione dai pubblici uffici. È ogni singolo bando ad aggiungere requisiti più severi. Nei corpi di polizia, nell’amministrazione penitenziaria e nelle Forze Armate è abituale esigere l’assenza di precedenti penali per reati dolosi, e tale requisito si verifica con certificato nella fase di accertamento dei requisiti, non all’iscrizione.

Da qui una raccomandazione pratica: verificate i vostri precedenti quando decidete di preparare il concorso, non quando vi convocano alla visita. Se vi manca un anno di termine, lo saprete in tempo. Se il precedente avrebbe già dovuto essere cancellato, si può risolvere prima che vi costi il posto. Ciò che non si può fare è cancellare prima del tempo, per quanto giustificata sia la necessità, e dirlo chiaramente fa parte del lavoro.

Impiego privato e certificati settoriali

Un’impresa privata non può esigere in via generale il certificato dei precedenti penali per assumere. Può, e deve, farlo quando una norma lo impone. I due casi con cui abbiamo più a che fare sono la sicurezza privata, dove l’abilitazione di vigilante o di investigatore esige l’assenza di precedenti penali per reati dolosi, e qualsiasi attività che comporti contatto abituale con minori, dove la Legge Organica 8/2021 obbliga a presentare il certificato negativo dei reati di natura sessuale. Nella ristorazione, nell’insegnamento, nello sport di base e nei campi estivi della costa alicantina questa è routine ogni stagione.

Licenze e autorizzazioni amministrative

Le licenze di armi, le autorizzazioni di trasporto e determinate licenze comunali incorporano requisiti di condotta che si verificano con il registro. Nell’ambito degli appalti pubblici, una condanna di una persona giuridica genera anch’essa un precedente e può attivare un divieto di contrattare con il settore pubblico. Le società hanno il proprio certificato dei precedenti penali e il proprio regime di cancellazione, cosa che sorprende parecchi amministratori.

Stranieri residenti: il punto più delicato

Nella provincia di Alicante assistiamo con frequenza residenti comunitari ed extracomunitari la cui situazione amministrativa dipende da una vecchia condanna. Tre scenari si ripetono.

Il primo è il procedimento di espulsione dell’articolo 57.2 della Legge sugli stranieri. Si attiva con una condanna dolosa a pena detentiva superiore a un anno, e la stessa norma esclude il caso quando i precedenti sono cancellati. Ottenere la cancellazione prima che venga adottato il provvedimento cambia completamente lo scenario. Se il procedimento è già avviato, occorre lavorare su due fronti: quello penale, dimostrando l’estinzione e chiedendo la cancellazione, e quello amministrativo, deducendo radicamento, situazione familiare e proporzionalità.

Il secondo è il rinnovo dell’autorizzazione di residenza. La legge obbliga a valutare i precedenti penali e a tenere conto dell’indulto, della remissione condizionale e della sospensione della pena. Non è un diniego automatico, ma l’ufficio immigrazione decide con ciò che ha davanti. Produrre l’ordinanza di remissione definitiva o il provvedimento di cancellazione, invece di lasciare che il procedimento si concluda con un certificato positivo senza contesto, fa la differenza.

Il terzo è la cittadinanza per residenza. Il requisito della buona condotta civica non si esaurisce nel registro. Un precedente cancellato non impedisce di richiederla, ma la decisione valuta l’insieme del percorso. Promettere che con la cancellazione la cittadinanza è assicurata sarebbe mancare alla verità.

Vi è inoltre un elemento che viene trascurato. Le condanne pronunciate in Spagna contro cittadini di altri Stati dell’Unione Europea vengono comunicate allo Stato di cittadinanza attraverso il sistema europeo di scambio di informazioni sui precedenti penali. Ciò significa che la condanna può comparire nel certificato del Paese di origine. Anche l’aggiornamento dopo la cancellazione spagnola viene comunicato, ma conviene verificare poi il certificato del Paese di cittadinanza se intendete usarlo lì.

L’effetto in un procedimento penale successivo

Se vi è un nuovo procedimento, un precedente attivo può trasformarsi in aggravante della recidiva con effetto diretto sulla pena, e può complicare la sospensione di una pena detentiva fino a due anni. La legge esclude dal computo i precedenti cancellati o che avrebbero dovuto esserlo, quelli relativi a reati lievi e, per la sospensione, anche quelli per reati colposi. Tradotto: in molti casi la recidiva invocata nell’atto di accusa non regge, ma va smontata con documenti e nel momento processuale adeguato.

Metodo

Come lavoriamo

Prima revisione. Ci raccontate quale condanna avete avuto, quando e per cosa vi serve il certificato. Con questo si può già anticipare la fascia di termine applicabile. Se portate il certificato dei precedenti e la sentenza, meglio. Se non li avete, li richiediamo noi.

Ricostruzione del fascicolo di esecuzione. Individuiamo il giudice dell’esecuzione, chiediamo copia della sentenza, la liquidazione della condanna e, soprattutto, l’ordinanza di estinzione o di remissione definitiva. Nei fascicoli datati o di altri circondari giudiziari questo richiede tempo ed è la parte che più condiziona il calendario.

Calcolo del termine per iscritto. Vi indichiamo la data concreta a partire dalla quale avete diritto alla cancellazione, pena per pena, e vi spieghiamo perché. Se tale data non è ancora arrivata, ve lo diciamo comunque, con la data esatta. Non apriamo pratiche destinate a essere respinte.

Richiesta e monitoraggio. Presentiamo la richiesta al Registro Centrale dei Condannati con tutta la documentazione di supporto e ne seguiamo l’iter fino alla decisione. Vi consegniamo il certificato aggiornato quando la cancellazione risulta.

Via giudiziaria quando serve. Se il Registro nega senza motivo o se avete bisogno dell’effetto in modo immediato in un procedimento in corso, presentiamo la richiesta al tribunale che ha pronunciato la condanna ai sensi dell’articolo 136.4 del Codice Penale e, se del caso, il relativo ricorso amministrativo.

Coordinamento con l’ufficio immigrazione. Quando l’obiettivo è un rinnovo, un permesso per radicamento o la difesa contro un’espulsione, ordiniamo il materiale penale nel formato di cui l’ufficio immigrazione ha bisogno e nei termini di quel procedimento, che non sono quelli penali.

Su onorari e aspettative: la cancellazione non è un procedimento contraddittorio né un processo, è una pratica documentale. Vi diremo fin dall’inizio se il vostro caso si risolve con una richiesta semplice o se richiede di sollecitare più tribunali. E se il termine legale non è ancora scaduto, la risposta sarà di aspettare, non un incarico.

Profili

A chi questa pratica risolve un problema reale

Il candidato a un concorso pubblico. Prepara il concorso per la polizia locale, la Guardia Civil o l’amministrazione penitenziaria e si trascina una condanna giovanile, spesso per un reato stradale o per lesioni. Ha bisogno di conoscere la data esatta in cui potrà presentare un certificato negativo, per decidere a quale bando candidarsi.

Il professionista che lavora con minori. Animatore, allenatore, docente, personale di campi estivi e di attività estive sulla costa. Gli viene richiesto il certificato dei reati di natura sessuale ogni stagione e ha bisogno di verificare quale registro lo riguarda e con quale termine.

Il residente straniero con una vecchia condanna. Vive da anni ad Alicante, Torrevieja o Benidorm, ha famiglia e lavoro, e una condanna di tempo fa gli complica il rinnovo o gli ha aperto un procedimento di espulsione. È il profilo che assistiamo con più frequenza e quello che più beneficia dell’agire con anticipo.

L’aspirante vigilante privato o titolare di licenza di armi. Ha bisogno di un’abilitazione amministrativa condizionata all’assenza di precedenti per reati dolosi. Qui il certificato si verifica d’ufficio e non c’è margine di interpretazione.

Il condannato per guida in stato di ebbrezza o senza patente. Crede che con la multa pagata e la sospensione scontata tutto sia chiuso. Di norma scopre il precedente quando chiede un certificato per un impiego come autista o fattorino.

Chi affronta un nuovo procedimento penale. L’accusa invoca la recidiva fondandosi su una condanna che avrebbe già dovuto essere cancellata. È una deduzione con prospettive e con effetto diretto sulla pena, purché sia documentata.

La società commerciale condannata. Anche le persone giuridiche hanno precedenti penali e la loro esistenza può attivare divieti di contrattare. Conviene sapere quando è possibile la cancellazione prima di partecipare a una gara d’appalto.

L’adulto con precedenti risalenti a quando era minore. Le sentenze di responsabilità penale del minore si annotano in un registro distinto, con un regime proprio, e non computano come recidiva nella giurisdizione degli adulti. Merita una verifica specifica prima di presumere che risultino.

Dubbi

Domande frequenti sulla cancellazione dei precedenti

I precedenti si cancellano da soli quando scade il termine?

La legge prevede che la cancellazione sia effettuata d’ufficio o su istanza di parte, e in molti casi il Registro agisce da solo. Il problema è che può farlo solo se ha annotata la data di estinzione della pena, dato che dipende dal fatto che il tribunale gliel’abbia comunicata. Nei fascicoli con multe rateizzate, lavori di pubblica utilità o pene sospese tale comunicazione manca con una certa frequenza. Se avete una scadenza, presentate la richiesta e non aspettate.

La mia pena è stata sospesa. Da quando decorre il termine?

Non decorre dall’ordinanza che ha disposto la sospensione né dalla fine del periodo di prova di per sé, ma dalla remissione definitiva della pena. Una volta ottenuta tale remissione, il computo retroagisce al momento in cui la pena sarebbe stata eseguita se fosse stata scontata. Per questo la prima cosa da fare è chiedere al tribunale l’ordinanza di remissione definitiva: senza di essa, la pratica non avanza.

Devo ancora pagare la responsabilità civile. Posso cancellare?

La riforma del Codice Penale del 2015 ha eliminato dall’articolo 136 il requisito espresso di aver soddisfatto le responsabilità civili. Tuttavia, se la pena è stata sospesa, l’impegno di pagamento fa di norma parte delle condizioni, e il suo inadempimento può incidere sulla remissione definitiva, che è proprio il momento da cui si conta. Nella pratica, conviene regolarizzare il pagamento o dimostrare l’insolvenza prima di chiedere la cancellazione.

Sono straniero con residenza. Possono espellermi per una condanna di anni fa?

La Legge sugli stranieri prevede l’espulsione dello straniero condannato per condotta dolosa punita in Spagna con pena detentiva superiore a un anno, ma esclude espressamente il caso in cui i precedenti siano cancellati. Per questo la cancellazione è, in questi casi, qualcosa di più di una formalità. Se il procedimento è già stato avviato, occorre difendersi anche in sede amministrativa deducendo radicamento, famiglia e proporzionalità, e il risultato non è garantito.

Il certificato dei precedenti penali e quello dei reati sessuali sono lo stesso documento?

No. Sono certificati distinti, con registri e regime di cancellazione diversi. Il certificato dei reati di natura sessuale, richiesto per attività con contatto abituale con minori, si basa sul Registro Centrale dei Delinquenti Sessuali e della Tratta di Esseri Umani, i cui termini di cancellazione sono notevolmente più lunghi di quelli dell’articolo 136. Che i vostri precedenti penali siano cancellati non garantisce che quel certificato risulti negativo.

Mi chiedono il certificato per un concorso e non posso ancora cancellare. Che opzioni ho?

Nessuna che consista nell’anticipare il termine, e diffidate di chi vi dice il contrario. Ciò che si può fare è verificare se la classificazione della pena è stata applicata correttamente (a volte la fascia applicabile è più breve di quanto si supponeva), controllare se la data di estinzione annotata è corretta e, se vi è stata sospensione con remissione definitiva, applicare la retroazione del computo. In parecchi casi il diritto alla cancellazione era già maturato e nessuno l’aveva calcolato bene.

Una volta cancellato, scompare per tutti?

Scompare dai certificati ordinari: diranno che non risultano precedenti. Ma il Codice Penale stabilisce che a giudici e tribunali si rilasciano certificazioni che includono le iscrizioni cancellate, facendo constare espressamente tale circostanza. Cioè, l’organo giudiziario può vedere che vi è stata una condanna cancellata, anche se non può usarla per ravvisare la recidiva. Per datori di lavoro, concorsi e amministrazioni, l’effetto pratico è che non risulta.

L’indulto o la prescrizione della pena servono per iniziare a contare?

Sì. Il termine dell’articolo 136 si calcola dal giorno successivo all’estinzione della responsabilità penale, e tale estinzione può prodursi per esecuzione, per remissione definitiva, per indulto o per prescrizione della pena. Ciò che serve in tutti i casi è una decisione giudiziaria che dichiari tale estinzione e una data certa. Senza data certa non c’è computo possibile, e questo è di norma il vero ostacolo.

Prossimo passo

Prima che vi chiedano il certificato, sappiate cosa dirà

Se avete una condanna eseguita e un concorso, un impiego, un’abilitazione o un rinnovo della residenza davanti a voi, la verifica è semplice e il margine di manovra dipende da quanto anticipo si ha. Esaminiamo il vostro fascicolo di esecuzione, calcoliamo la data esatta e vi diciamo se è possibile chiedere la cancellazione oggi o quando potrete farlo.

Base normativa di questa materia

Testo vigente secondo la versione consolidata della Gazzetta ufficiale dello Stato, con gli elementi della fattispecie e le linee di difesa applicabili.

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