Quando un reato oltrepassa le frontiere, giudici e pubblici ministeri necessitano della collaborazione di un altro Stato per acquisire prove, notificare provvedimenti o rintracciare beni. Ecco come si organizza tale assistenza.
La criminalità raramente rispetta le frontiere. Una truffa commessa da un server situato all’estero, una rete di riciclaggio con conti in diversi Paesi o un testimone residente fuori dalla Spagna sono situazioni quotidiane nelle indagini penali moderne. Quando ciò accade, il giudice o il pubblico ministero spagnolo non può semplicemente inviare la polizia in un altro Paese: deve attivare un meccanismo di cooperazione giudiziaria internazionale. Lo strumento classico è la commissione rogatoria, istituto secolare che continua a essere, nonostante i nuovi strumenti europei, il canale ordinario di assistenza giudiziaria con i Paesi esterni all’Unione europea.
Che cos’è una commissione rogatoria
La commissione rogatoria è la richiesta formale che l’autorità giudiziaria di uno Stato rivolge all’autorità competente di un altro Stato affinché compia, nel proprio territorio, un atto processuale che la prima non può eseguire direttamente: assumere la deposizione di un testimone, notificare una citazione, eseguire una perquisizione, sequestrare beni, ottenere documentazione bancaria o trasmettere il certificato del casellario giudiziale. La ragione è semplice: la sovranità giudiziaria di ciascuno Stato è limitata al proprio territorio, di modo che ogni atto da compiersi in un altro Paese richiede la collaborazione degli organi giurisdizionali o delle autorità di quel Paese.
Il quadro normativo applicabile
In Spagna il fondamento normativo si rinviene negli articoli 277 e seguenti della legge processuale penale, che disciplinano l’assistenza giudiziaria internazionale. A essi si aggiungono le convenzioni multilaterali sottoscritte dalla Spagna, tra cui spicca la Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del Consiglio d’Europa del 1959 e i suoi protocolli addizionali, nonché numerosi trattati bilaterali con Paesi dell’America latina, con gli Stati Uniti e con il Nord Africa. In mancanza di convenzione applicabile vige il principio di reciprocità: la Spagna presta assistenza nell’aspettativa che l’altro Stato faccia altrettanto quando se ne presenti l’occasione.
Punti essenziali della commissione rogatoria:
- Deve sempre essere emessa o autorizzata da un’autorità giudiziaria, mai dalla sola polizia.
- Viene di regola trasmessa per il tramite del Ministero della Giustizia o, ove consentito dalla convenzione, direttamente tra autorità giudiziarie.
- All’interno dell’Unione europea l’ordine europeo di indagine penale ha in larga misura sostituito la rogatoria classica, accelerandone i tempi.
- La prova acquisita all’estero deve rispettare tanto la legge dello Stato richiesto quanto le garanzie del processo penale spagnolo.
Come si svolge in concreto
L’iter ordinario ha inizio quando il giudice per le indagini o il pubblico ministero reputa necessario un atto eseguibile soltanto in un altro Paese. La richiesta viene redatta individuando con precisione l’oggetto della domanda, i fatti oggetto di indagine e l’assistenza specifica richiesta. Ove una convenzione internazionale lo consenta, la rogatoria può essere trasmessa direttamente tra autorità giudiziarie oppure per il tramite delle autorità centrali designate in ciascun trattato, di norma il Ministero della Giustizia. In assenza di un canale convenzionale si ricorre alla più lenta via diplomatica, con l’intervento del Ministero degli Affari esteri e della rappresentanza diplomatica spagnola nel Paese richiesto. Ricevuta la domanda, l’autorità dello Stato richiesto la esamina alla luce del proprio diritto processuale, decide se darvi esecuzione e trasmette l’esito alla Spagna. Il procedimento può durare mesi, specialmente quando il Paese richiesto esiga requisiti formali ulteriori, la traduzione ufficiale o la verifica della doppia incriminazione del fatto indagato.
L’ordine europeo di indagine penale: l’evoluzione nell’Unione
Tra gli Stati membri dell’Unione europea la direttiva 2014/41/UE ha introdotto l’ordine europeo di indagine penale, recepito nell’ordinamento spagnolo dalla legge 3/2018. Per la quasi totalità degli atti istruttori tale strumento sostituisce la rogatoria tradizionale, sulla base del principio del reciproco riconoscimento: l’autorità di esecuzione deve, salvi i motivi di rifiuto tassativamente previsti, riconoscere ed eseguire l’ordine come se fosse proprio, con termini assai più brevi e formulari standardizzati. Ne è derivata una notevole accelerazione nei procedimenti con elementi transfrontalieri in ambito europeo, rispetto alla lentezza tradizionalmente associata alla rogatoria classica.
Garanzie, limiti e validità della prova
Non ogni richiesta viene eseguita automaticamente. Lo Stato richiesto può rifiutare la cooperazione quando l’atto domandato violi il proprio ordine pubblico o i diritti fondamentali riconosciuti dal suo ordinamento, oppure quando il fatto indagato non costituisca reato secondo la propria legge, requisito consueto della doppia incriminazione per taluni atti più invasivi quali le perquisizioni o le intercettazioni. Inoltre, la prova ottenuta mediante rogatoria deve essere acquisita al procedimento spagnolo nel rispetto del contraddittorio e del diritto di difesa: l’imputato deve poter conoscere il contenuto dell’atto compiuto all’estero e, se del caso, contestarlo. Un problema ricorrente nella prassi forense è l’incertezza circa le modalità di esecuzione dell’atto all’estero, le garanzie che hanno assistito l’assunzione di una dichiarazione o il sequestro di un dispositivo, e la possibilità di acquisirne il risultato senza interrompere la catena di custodia. I tribunali spagnoli esigono che l’autorità richiedente verifichi, per quanto possibile, che l’atto abbia soddisfatto standard minimi di affidabilità e che la traduzione della documentazione trasmessa sia fedele.
Uno strumento indispensabile pur con i suoi limiti
La globalizzazione della criminalità economica, della cibercriminalità e del traffico di stupefacenti ha moltiplicato il ricorso alla cooperazione giudiziaria internazionale. Nonostante le critiche per la sua lentezza e per la disparità di criteri tra Stati, la commissione rogatoria resta, al di fuori dell’ambito europeo, lo strumento essenziale perché la giustizia penale spagnola possa acquisire prove, notificare provvedimenti o recuperare beni situati oltre i confini nazionali. Conoscerne i termini, i requisiti e i limiti è indispensabile tanto per chi conduce un’indagine quanto per chi deve difendersi da una prova formata all’estero.
Approfondimenti: il mandato d’arresto europeo, la diffusione rossa INTERPOL, difesa nei procedimenti di estradizione.
Avvocato penalista · Société de Conseil Juridique et Expert (SCJE)
Francisco Javier Martín Porras
Abogado penalista, socio de Société de Conseil Juridique et Expert y creador de la metodología LIWARD®. Dirige la defensa en procedimientos penales de alta complejidad, combinando estrategia procesal con análisis pericial y forense. Conozca al equipo →

