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Guide praticheSi può recuperare il denaro di una truffa online? Passaggi e tempi

Criminalità informatica
Si può recuperare il denaro di una truffa online? Passaggi e tempi

Le prime 48-72 ore sono decisive: agire rapidamente con la banca e la polizia moltiplica le possibilità di bloccare o richiamare il bonifico.

Essere vittima di una truffa su internet non significa che il denaro sia perduto. Le prime 48-72 ore sono decisive: quanto prima si agisce con la banca e con la polizia, tanto maggiori sono le possibilità di bloccare o richiamare il bonifico. Questa guida riassume i passaggi che seguiamo nello studio per tentare di recuperare il denaro di una truffa online.

Passo 1: avvisare immediatamente la banca

Chiamate la banca e segnalate l’operazione fraudolenta. Chiedete per iscritto il blocco o il richiamo del bonifico e conservate traccia della data e dell’ora della comunicazione. Se il pagamento è stato effettuato con carta, chiedete il chargeback. Se non avete autorizzato l’operazione (phishing, spoofing, carte clonate), la normativa sui servizi di pagamento (Real Decreto-ley 19/2018) obbliga la banca a rimborsare l’importo delle operazioni non autorizzate, salvo che provi il dolo o la negligenza grave del cliente. I tribunali si sono mostrati esigenti con le banche quando il cliente è stato vittima di un inganno sofisticato.

Passo 2: conservare tutte le prove

Ricevute di pagamento ed estratti conto. Email, SMS e conversazioni complete (meglio un’estrazione forense che uno screenshot). L’URL del sito o dell’annuncio, i profili e i numeri di telefono del truffatore. Non cancellate nulla e non continuate a interagire con il truffatore.

Passo 3: presentare denuncia

Presentate denuncia alla Policía Nacional o alla Guardia Civil con tutta la documentazione. La denuncia è indispensabile per la via penale, rafforza il reclamo bancario e consente di tracciare i conti di destinazione e le cosiddette mule del denaro, anch’esse responsabili delle somme ricevute. La linea 017 (INCIBE) offre assistenza tecnica gratuita.

Passo 4: agire attraverso tutte le vie disponibili

Via penale: denuncia o querella per truffa (articoli 248 e seguenti del codice penale). La responsabilità civile si fa valere nello stesso procedimento penale: la restituzione del denaro oltre al risarcimento dei danni. Via bancaria: reclamo al servizio clienti e, se non risponde o rifiuta, al Banco de España. Chargeback per i pagamenti con carta attraverso la banca emittente. Criptovalute: analisi forense e tracciamento sulla blockchain per localizzare i fondi presso gli exchange e chiederne il congelamento.

Quanto tempo occorre e quanto si recupera?

Dipende dalla via seguita e dalla rapidità della reazione: i richiami bancari possono risolversi in settimane; i reclami per operazioni non autorizzate e i procedimenti penali richiedono più tempo. Recuperare il 100% non è sempre possibile, ma una strategia combinata moltiplica le opzioni.

Domande rapide

Sono stato truffato in un acquisto online. È un reato? Sì, è truffa ai sensi dell’articolo 248 del codice penale se vi è stato un inganno per indurvi a pagare. Denunciate e reclamate anche presso la piattaforma o il mezzo di pagamento.

La banca può rifiutare il rimborso di un phishing? Solo se prova il dolo o la negligenza grave da parte vostra. Inserire le proprie credenziali in un sito clonato dopo un SMS fraudolento non costituisce, di per sé, negligenza grave.

Vale la pena denunciare importi modesti? Sì: le denunce consentono di riunire i casi contro la stessa rete e costituiscono la base perché la banca e il giudice possano agire.

Approfondimenti: phishing e frode bancaria, truffa online, reati informatici.

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Francisco Javier Martín Porras
Avvocato penalista · Société de Conseil Juridique et Expert (SCJE)
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Francisco Javier Martín Porras

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