Dal 2010 le persone giuridiche sono penalmente responsabili in Spagna. Un modello di prevenzione efficace può evitare la condanna, ma solo se è reale e non di carta.
Da quando la riforma del 2010 ha introdotto la responsabilità penale delle persone giuridiche, e soprattutto da quando la riforma del 2015 ha disciplinato i modelli di organizzazione e gestione, la compliance penale ha cessato di essere una moda anglosassone per divenire una questione di sopravvivenza dell’impresa. Una società può essere condannata a multe milionarie, alla sospensione delle attività e persino allo scioglimento. E può anche essere esonerata da responsabilità se dimostra di disporre di un programma di compliance efficace. Spieghiamo come funziona il sistema e che cosa esige la giurisprudenza.
Quando un’impresa è penalmente responsabile
L’articolo 31 bis del codice penale spagnolo stabilisce due vie di attribuzione. La prima: i reati commessi in nome o per conto della società, e a suo beneficio diretto o indiretto, dai suoi rappresentanti legali o da dirigenti dotati di poteri di organizzazione e controllo. La seconda: i reati commessi da dipendenti sottoposti all’autorità dei primi, quando il fatto è stato reso possibile da una grave violazione dei doveri di supervisione, vigilanza e controllo. Non tutti i reati generano responsabilità dell’impresa: soltanto quelli espressamente previsti dal codice, tra cui la truffa, il riciclaggio, i reati contro l’erario, la corruzione tra privati, i reati ambientali e la scoperta di segreti.
L’esenzione: i requisiti del modello di prevenzione
L’impresa è esente da responsabilità se dimostra che, prima della commissione del reato, aveva adottato ed efficacemente attuato un modello di organizzazione e gestione idoneo a prevenire reati della natura di quello commesso. Il codice esige che tale modello identifichi le attività a rischio (la cosiddetta mappa dei rischi penali), stabilisca protocolli per la formazione della volontà e l’adozione delle decisioni, disponga di adeguati modelli di gestione delle risorse finanziarie, imponga l’obbligo di segnalare rischi e violazioni attraverso un canale di segnalazione (whistleblowing), preveda un sistema disciplinare e contempli la verifica periodica e l’aggiornamento del modello stesso. La supervisione, inoltre, deve essere affidata a un organo dotato di poteri autonomi, il compliance officer o organismo di vigilanza, salvo nelle piccole imprese, dove può assumerla lo stesso organo amministrativo.
Punti chiave: il programma deve essere anteriore al reato ed effettivamente attuato; il canale di segnalazione è obbligatorio e la Ley 2/2023 rafforza la tutela del segnalante; i programmi di carta non solo non esonerano, ma possono risultare pregiudizievoli.
Che cosa esige la giurisprudenza: una cultura della conformità
Il Tribunal Supremo ha insistito, sin dalle prime sentenze in materia, sul fatto che l’elemento decisivo non è l’esistenza formale di un manuale, bensì la prova di un’autentica cultura della conformità: che l’impresa sia organizzata per individuare il reato e reagire, e non semplicemente addobbata di documenti. Nella prassi forense ciò significa che il programma deve poter esibire evidenze: verbali dell’organismo di vigilanza, registri della formazione del personale, indagini interne effettivamente svolte, sanzioni disciplinari irrogate, revisioni successive agli incidenti. Un programma acquistato come modello standard e riposto in un cassetto difficilmente reggerà al vaglio giudiziale, e può persino dimostrare che l’impresa conosceva i propri rischi e non ha fatto nulla.
Effetti pratici: esenzione, attenuazione e strategia processuale
Se il modello soddisfaceva i requisiti ma presentava carenze minori, o è stato adottato dopo il reato ma prima del giudizio, la responsabilità è attenuata. Attenuano altresì la confessione, la collaborazione con le indagini, la riparazione del danno e l’adozione di misure efficaci per prevenire reati futuri. Nel procedimento penale contro la società, il programma di compliance diviene il fulcro della difesa dell’impresa, che è autonoma e può divergere dalla difesa dei dirigenti imputati: gli interessi della persona giuridica e quelli delle persone fisiche non sempre coincidono, e la scelta di difese separate è spesso indispensabile.
Conclusione
La compliance penale è oggi la frontiera tra un incidente isolato che coinvolge un dipendente e una condanna dell’impresa dalle conseguenze devastanti. Attuare un modello adeguato al rischio reale dell’attività, dotarlo di risorse e generare prove del suo funzionamento è il miglior investimento difensivo che un’impresa possa compiere, qualunque sia la sua dimensione. Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la consulenza professionale su un caso concreto.
Approfondimenti: reati societari, dipartimento di diritto penale per procedimenti complessi, difesa nei procedimenti per riciclaggio.
Avvocato penalista · Société de Conseil Juridique et Expert (SCJE)
Francisco Javier Martín Porras
Abogado penalista, socio de Société de Conseil Juridique et Expert y creador de la metodología LIWARD®. Dirige la defensa en procedimientos penales de alta complejidad, combinando estrategia procesal con análisis pericial y forense. Conozca al equipo →

