Una conversazione WhatsApp può valere come prova, ma la sua efficacia dipende da come viene ottenuta, conservata e prodotta in giudizio.
Ogni settimana giungono ai tribunali screenshot di WhatsApp: minacce, accordi, truffe o coazioni si discutono oggi attraverso conversazioni di messaggistica. La risposta breve è sì, una conversazione WhatsApp può valere come prova in giudizio, ma la sua efficacia dipende da come viene ottenuta, conservata e prodotta. In questa guida spieghiamo come procedere correttamente e che cosa attendersi se la controparte contesta i messaggi.
È lecito produrre una conversazione WhatsApp?
Se siete parte della conversazione, potete produrla. Chi partecipa a una comunicazione non viola il segreto delle comunicazioni rendendola nota (dottrina consolidata a partire dalla sentenza del Tribunal Constitucional STC 114/1984). Diverso è il caso dell’accesso al telefono o all’account di un terzo senza il suo consenso o senza autorizzazione giudiziaria: quella prova sarebbe illecita e potrebbe integrare il reato di scoperta e rivelazione di segreti.
Il problema degli screenshot: la STS 300/2015
Il Tribunal Supremo ha avvertito, nella sentenza STS 300/2015 del 19 maggio, che i messaggi provenienti da reti sociali e da sistemi di messaggistica istantanea sono facilmente manipolabili, per cui, se la controparte ne contesta l’autenticità, lo screenshot non basta: occorrerà una perizia informatica forense che accerti l’origine, l’integrità e l’assenza di manipolazione della conversazione. In pratica, ciò significa che una semplice schermata stampata ha un valore probatorio debole in caso di contestazione. Rafforzate la prova prima di arrivare al giudizio.
Come produrre correttamente WhatsApp
Conservate il dispositivo originale con la conversazione intatta: è la fonte della prova. Estrazione forense certificata: un perito informatico scarica la conversazione con codice hash e catena di custodia. Atto notarile: il notaio esamina la conversazione sul telefono stesso e ne attesta il contenuto. Trascrizione con verifica: può richiedersi la verifica da parte del Letrado de la Administración de Justicia (cancelliere). Prova testimoniale dei partecipanti che confermino lo scambio di messaggi.
Che cosa accade se i miei messaggi vengono contestati?
La contestazione non espelle automaticamente la prova: vi obbliga a rafforzarla. Il giudice valuterà la perizia, i metadati, la coerenza con le altre prove e le dichiarazioni testimoniali. Per questo conviene anticipare e non dipendere soltanto dagli screenshot.
Errori frequenti
Cancellare la conversazione dal telefono dopo aver fatto lo screenshot. Produrre schermate ritagliate o prive di contesto: agevolano le contestazioni. Accedere al telefono dell’altra persona per ottenere i messaggi. Attendere il giudizio per proporre la perizia, quando il dispositivo non è più disponibile.
Domande rapide
Uno screenshot è valido come prova? Può essere ammesso, ma se viene contestato occorrerà una perizia informatica forense che ne accerti l’autenticità (STS 300/2015).
Posso utilizzare i messaggi di un gruppo di cui faccio parte? Sì. In quanto partecipante potete produrre la conversazione; valgono le stesse cautele sull’autenticità.
E le note vocali di WhatsApp? Sono anch’esse prove elettroniche: si producono con un’estrazione forense e, se la voce è contestata, è disponibile una perizia fonica di identificazione del parlante.
Approfondimenti: reati informatici, truffa online, stalking e molestie.
Avvocato penalista · Société de Conseil Juridique et Expert (SCJE)
Francisco Javier Martín Porras
Abogado penalista, socio de Société de Conseil Juridique et Expert y creador de la metodología LIWARD®. Dirige la defensa en procedimientos penales de alta complejidad, combinando estrategia procesal con análisis pericial y forense. Conozca al equipo →

