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Guide pratichePerquisizione in azienda: le prime ore decidono i quattro anni successivi

Imprese e reati economici
Perquisizione in azienda: le prime ore decidono i quattro anni successivi

Chi è alla porta, le prime cinque mosse, il verbale che decide l’impugnazione e le 72 ore successive.

Il giorno in cui la commissione giudiziaria si presenta nella vostra impresa, tutto ciò che accade nelle quattro ore successive condizionerà i quattro anni seguenti. E quasi nessuna impresa ha pianificato che cosa fare.

Primo: chi ha bussato alla porta?

Non tutte le visite sono uguali, e la risposta corretta dipende da chi si tratta. La commissione giudiziaria arriva con un decreto di ingresso e perquisizione emesso da un giudice istruttore: è la più invasiva e apre un procedimento penale. L’Ispettorato del lavoro o l’Agenzia tributaria agiscono in ambito amministrativo, ma ciò che vi si raccoglie può finire, e frequentemente finisce, in un procedimento penale per reati tributari o per infortuni sul lavoro. E vi è una differenza essenziale che quasi nessuno conosce: davanti all’autorità amministrativa esistono doveri di collaborazione, mentre l’indagato in sede penale ha il diritto di non autoincriminarsi. Sapere in quale dei due scenari ci si trova determina che cosa si deve e non si deve fare.

Le prime cinque mosse

Chiamate il vostro avvocato prima di aprire, se possibile: avete diritto all’assistenza legale durante l’atto. Esigete il decreto giudiziario e leggetelo: determina che cosa può essere perquisito, che cosa può essere sequestrato e con quale portata; una perquisizione che eccede il decreto è contestabile. Non ostacolate, ma non collaborate oltre il dovuto: nessuno è obbligato a consegnare password o a spiegare dove si trovi la documentazione compromettente. Non cancellate nulla, neppure una email: la distruzione di prove è un reato autonomo e trasforma un caso difendibile in un caso perduto. Documentate tutto: che cosa prelevano, da dove, chi lo sigilla, in quali condizioni.

Il verbale: il documento che deciderà l’impugnazione

Qui sta il vero lavoro dell’avvocato durante una perquisizione, e non consiste nel discutere con qualcuno: consiste nel far constare le cose a verbale. Che si è entrati in un ufficio non compreso nel decreto. Che sono stati sequestrati dispositivi personali di dipendenti non indagati. Che sono state copiate email con l’avvocato, protette dal segreto professionale. Che all’impresa non è stato consentito di assistere alla copia forense. Ciascuna di queste annotazioni è, mesi dopo, un motivo di nullità. E ciò che non è a verbale non è accaduto. È la differenza tra avere un’impugnazione e non averla.

I tre errori del dirigente in buona fede

Il panico: telefonate a metà del personale, messaggi cancellati, file spostati; tutto lascia traccia e diviene prova della consapevolezza della colpa. Parlare troppo: spiegare operazioni su cui nessuno ha chiesto nulla, credendo così di dimostrare che non c’è nulla da nascondere, in realtà consegna il caso. Non separare gli interessi: l’impresa, gli amministratori e i dipendenti possono avere interessi contrapposti fin dal primo minuto, e spesso li hanno; un solo avvocato per tutti è, in molti casi, un conflitto di interessi che si paga caro.

Le 72 ore successive

La perquisizione non è la fine. Ciò che si fa dopo pesa quanto ciò che è accaduto durante l’atto: conoscere la reale portata attraverso un’indagine interna, per sapere prima della Procura che cosa contiene quella documentazione; separare le difese, scomodo e indispensabile; gestire la comunicazione interna, perché il personale sa tutto entro poche ore e il silenzio genera fughe di notizie; e valutare la collaborazione, perché in determinati scenari fornire informazioni e dimostrare la correttezza della condotta attenua la responsabilità della persona giuridica. È una decisione strategica, non morale, e si prende con i dati sul tavolo.

Approfondimenti: indagini interne d’impresa, reati societari, reati tributari.

Société Juridique. Le prime ore di una perquisizione condizionano l’intero procedimento. Assistenza legale durante l’atto e nelle 72 ore successive. Studio legale ad Alicante, vi assistiamo in italiano. Richiedi una consulenza riservata

Francisco Javier Martín Porras
Avvocato penalista · Société de Conseil Juridique et Expert (SCJE)
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Francisco Javier Martín Porras

Abogado penalista, socio de Société de Conseil Juridique et Expert y creador de la metodología LIWARD®. Dirige la defensa en procedimientos penales de alta complejidad, combinando estrategia procesal con análisis pericial y forense. Conozca al equipo →

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