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Guide praticheIl Regolamento MiCA: le nuove regole europee sulle cripto-attività e la fine del periodo transitorio in Spagna

Riciclaggio e cripto-attività
Il Regolamento MiCA: le nuove regole europee sulle cripto-attività e la fine del periodo transitorio in Spagna

L’Europa introduce un quadro comune per le criptovalute e, in Spagna, il margine per operare senza autorizzazione si è esaurito.

In sintesi: il MiCA è il Regolamento (UE) 2023/1114 relativo ai mercati delle cripto-attività; si applica direttamente in tutta l’Unione europea; distingue tra token collegati ad attività, token di moneta elettronica e altre cripto-attività; in Spagna il periodo transitorio si è concluso il 1° luglio 2026 e la CNMV vigila sul rispetto della disciplina.

Per anni investire in criptovalute in Europa è stato come muoversi in un territorio senza mappa. L’arrivo del Regolamento MiCA ha mutato il panorama: per la prima volta esiste un quadro comune per tutti gli Stati membri. In Spagna, inoltre, si è appena chiusa una tappa decisiva: il periodo transitorio che consentiva alle piattaforme già registrate di continuare a operare è terminato il 1° luglio 2026.

Che cos’è il MiCA e perché è arrivato

MiCA è l’acronimo di Markets in Crypto-Assets. Si tratta del Regolamento (UE) 2023/1114 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 maggio 2023, relativo ai mercati delle cripto-attività. Il suo obiettivo è triplice: tutelare gli investitori, preservare la stabilità finanziaria e conferire certezza giuridica a un settore che fino a oggi era privo di regole armonizzate. In quanto regolamento, si applica direttamente in tutti i Paesi dell’Unione, senza necessità di una legge nazionale di trasposizione, sebbene ciascuno Stato designi le proprie autorità di vigilanza e ne precisi taluni aspetti.

Quali cripto-attività disciplina

Il MiCA distingue tre grandi categorie. In primo luogo, i token collegati ad attività, noti come ART, che mirano a mantenere un valore stabile facendo riferimento a più valute ufficiali, a merci o ad altre cripto-attività. In secondo luogo, i token di moneta elettronica o EMT, ancorati al valore di una sola valuta ufficiale, come l’euro o il dollaro. In terzo luogo, tutte le altre cripto-attività, categoria ampia che comprende, ad esempio, i cosiddetti utility token. Restano fuori dal regolamento le attività che costituiscono già strumenti finanziari regolamentati e, con alcune sfumature, le cripto-attività uniche e non fungibili. Per offrire al pubblico la maggior parte di queste cripto-attività, l’emittente deve pubblicare un documento informativo, il cosiddetto white paper, dal contenuto minimo, chiaro e non ingannevole, e notificarlo all’autorità competente. I token collegati ad attività e quelli di moneta elettronica sono soggetti a requisiti più rigorosi, che in molti casi comprendono l’autorizzazione.

Prestatori di servizi e autorizzazione

Il cuore pratico del MiCA sono i prestatori di servizi per le cripto-attività, identificati dall’acronimo CASP. Sotto tale ombrello rientrano le piattaforme di scambio, i servizi di custodia e amministrazione di portafogli, l’esecuzione di ordini, il collocamento, la consulenza e la gestione di portafogli di cripto-attività. Per operare, tali soggetti necessitano di un’autorizzazione e devono soddisfare requisiti di solvibilità, organizzazione interna, governance, gestione dei conflitti di interesse, custodia sicura dei fondi dei clienti e trasparenza informativa. Il regolamento incorpora altresì un regime sugli abusi di mercato che vieta l’utilizzo di informazioni privilegiate e la manipolazione dei prezzi, trasferendo al mondo delle cripto-attività principi che già governano i mercati tradizionali dei valori mobiliari.

Spagna: la fine del periodo transitorio

La Spagna ha optato per un periodo transitorio di diciotto mesi per agevolare l’adeguamento del settore. Le persone fisiche e giuridiche già iscritte, al 30 dicembre 2024, nel registro del Banco de España per i servizi di cambio di valuta virtuale e di custodia di portafogli hanno potuto continuare a prestare gli stessi servizi senza autorizzazione MiCA. Tale margine si è esaurito: dal 1° luglio 2026 possono operare in Spagna soltanto i prestatori autorizzati dalla Comisión Nacional del Mercado de Valores (CNMV) o da altra autorità competente dell’Unione europea. La CNMV è l’autorità incaricata di vigilare sull’osservanza del regolamento e ha pubblicato criteri interpretativi per orientare gli operatori. Per gli utenti la conseguenza è molto concreta: è opportuno verificare che la piattaforma utilizzata sia debitamente autorizzata.

Il MiCA e la prevenzione del riciclaggio

Il MiCA non è, in senso stretto, una norma antiriciclaggio, ma si inserisce in un ingranaggio più ampio. I prestatori di servizi per le cripto-attività sono soggetti obbligati ai sensi della normativa sulla prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, con doveri di identificazione della clientela, conservazione della documentazione e segnalazione delle operazioni sospette. A ciò si aggiunge la cosiddetta travel rule, che impone di accompagnare i trasferimenti di cripto-attività con le informazioni sull’ordinante e sul beneficiario, rafforzando la tracciabilità. Il risultato è un ecosistema più sorvegliato, nel quale l’anonimato assoluto un tempo attribuito alle criptovalute è sempre più difficile da sostenere. Per le imprese del settore, il rispetto del MiCA e delle norme antiriciclaggio non è più facoltativo; per gli investitori, significa un ambiente più sicuro, benché non privo di rischi.

Approfondimenti: difesa nei procedimenti per riciclaggio, truffa online, reati informatici.

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Francisco Javier Martín Porras
Avvocato penalista · Société de Conseil Juridique et Expert (SCJE)
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Francisco Javier Martín Porras

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